
IN PIAZZA SANTA SOFIA L'ACCENSIONE DEL TRIPODE HA CARATTERIZZATO L'INIZIO DEI 4 GIORNI ORGANIZZATI DAL CONI
I SIMBOLI OLIMPICI PER L'APERTURA DELLA GIORNATA DELLO SPORT
L'apertura della Festa Nazionale dello Sport si è celebrata in piazza Santa Sofia. Una cerimonia semplice ma ricca di simbolismi, poi interrotta dallo spiacevole fuoriprogramma. Dopo l'ingresso della fanfara dei carabinieri, c'è stato l'arrivo della fiaccola della fratellanza che, partita da San Marco dei Cavoti, è transitata per Pesco Sannita e Pietrelcina, prima di giungere a Benevento e attraversare le principali strade della città. Sono stati gli amministratori locali a fare da tedofori, mentre l'onore di accendere il tripode è toccato al presidente del consiglio comunale di Benevento Giovanni Izzo, insieme all'assessore Antonio Medici. Un momento toccante è stato quello dell'alzabandiera del tricolore, accompagnato dalle note dell'Inno di Mameli, eseguito dalla fanfara dei carabinieri. Bello anche il volo di tre velivoli dell'Aero Club "Nicola Collarile" di Benevento, che hanno sorvolato piazza Santa Sofia con una scia dei colori della bandiera italiana. Quindi un rapido saluto del presidente provinciale del Coni Mario Collarile, e l'apertura ufficiale della Giornata Nazionale dello Sport, prima della sconcertante interruzione imposta dal parroco di Santa Sofia.


Il Presidente del Consesso Comunale Giovanni Izzo che ha acceso il tripode con la fiaccola della fratellanza.

La bandiera tricolore portata dagli allievi carabinieri della Scuola "Pepicelli"



Il parroco <<indemoniato>>
ferma la festa in piazza
(l.m.) La scaletta della manifestazione di apertura della Giornata Nazionale dello Sport certamente non prevedeva lo <<show>> di don Nazzareno Tenga, il parroco di Santa Sofia. Ma chi era presente nella piazza (concessa dal Comune per tale manifestazione!), suo malgrado, ha dovuto fare i conti con lo sconcertante comportamento del sacerdote che non ha affatto gradito tanto festoso e gioioso movimento nella piazza antistante la <<sua>> chiesa. E così ha pensato bene di interrompere la celebrazione della Santa Messa, e indossando i paramenti sacri, è uscito come una furia sulla piazza dove era stata appena accesa la fiaccola della fratellanza. Non contento di proporsi lui in maniera decisamente inopportuna, il buon parroco ha pensato bene di farsi scortare fuori dalla chiesa da molti fedeli che stavano partecipando alla Santa Messa. E così, questa inedita processione si è presentata davanti al palco dove aveva appena iniziato a portare il suo saluto il presidente del CONI Provinciale Mario Collarile dopo l'inno di Mameli. Don Nazzareno ha urlato tutta la sua rabbia, riuscendo a sovrastare in tonalità la voce di Collarile che pure veniva trasmessa dalle casse acustiche. Per il parroco era inconcepibile che i rumori della festa dello sport disturbassero la Santa Messa, e ha intimato in maniera minacciosa di smetterla immediatamente. Esterrefatti i vari amministratori locali presenti e anche la gente che faceva da cornice alla semplice manifestazione. Esemplare la freddezza di Collarile, che non ha risposto alle urla del sacerdote, e in accordo con gli amministratori ha chiuso anzitempo la festa. Ma tutto ciò non cancella l'amarezza e il disappunto per questo episodio incredibile, che dà una pessima immagine non tanto del personaggio don Nazzareno, ma anche e sopratutto dei ministri di Dio. Che testimonianza cristiana ieri sera ha dato il parroco di Santa Sofia? E con che spirito è poi rientrato in chiesa proseguendo come se niente fosse la celebrazione eucaristica?
Caro don Nazzareno, essendo lei uno sportivo, adesso dovrebbe riparare al suo errore (perchè tale è!) accettando cristianamente e sportivamente la sconfitta. D'altronde lei ci insegna che per ricevere il perdono è necessario fare un serio e sincero atto di contrizione e pentimento.


L'esibizione a Piazza Santa Sofia della Scuola di Danza di Enzo Mercurio in attesa della fiaccola della fratellanza


L'esibizione a Piazza Santa Sofia della Scuola di Danza di Enzo Mercurio in attesa della fiaccola della fratellanza
