Gladiatore Sannita
Gladiatore Sannita
Teatro Romano
Arco di Traiano
Rocca dei Rettori



Il ciclismo è da
sempre la memoria storica delle trasformazioni strutturali del
territorio, essendo la strada il suo scenario naturale.
Ecco, quindi, il
primo motivo della mostra, inserita nel 150° anniversario della
nascita della provincia di Benevento.
Cento anni di
storia e di trasformazioni strutturali e politiche sono
raccontate attraverso foto rare e suggestive di gare organizzate
a Benevento ed in provincia.
Su quelle strade
fangose e pietrose scorreva il sudore di allora giovani sanniti
che, pur con alterne fortune, hanno gareggiato alcuni fino al
dilettantismo, altri nel professionismo.
Ed ecco il
secondo motivo: far rivivere tra i giovani quella epopea che
seppero portare in giro per l’Italia e che, giovani
organizzatori riversarono sul territorio sannita.
Ma il ciclismo
non è fatto solo di passato, vive il presente con tutte le sue
problematiche, ma pur sempre con il suo sudore, il suo
sacrificio, la sua strada.
Ed ecco,
espresse nella mostra le gare nazionali ed internazionali che
hanno interessato il nostro territorio e che comunque sono
servite a portare Benevento e provincia ad avere un‘alta
visibilità.
Ciclismo è anche
futuro, è anche sussidio scolastico, è soprattutto attenzione ai
giovani, all’ambiente, al territorio, alla salute, ai
valori sani dello sport.
Ed ecco, quindi,
le manifestazioni promosse dal Comitato Provinciale della
Federazione Ciclistica e dal CONI di Benevento: Pinocchio in
bicicletta, concorso nelle scuole, giochi con gli alunni delle
scuole materne, partecipazione degli alunni alla festa nazionale
di Pinocchio in bicicletta che ogni anno si svolge a Montecatini
Terme.
Dodici società
operano sul territorio sannita e, tutte, con sacrificio enorme,
agiscono per il bene dei giovani e nell’interesse dello sport.
Ecco i motivi
principali per cui è stata allestita la mostra e, per la quale
si sono dedicati totalmente e volontariamente: Nicola Antonelli
e Raffaele Tirone, coordinatori; Enzo Gravina e Antonio Messina,
curatori dell’allestimento;
Paolo Serino, responsabile; Arturo Messina, Massimo
Parente, Luigi Tirone, Alberto Varricchio, collaboratori; Reno
Giannantonio, addetto stampa .



