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Inaugurata la nuova struttura federale "Vincenzo Collarile"

TENNIS, il Centro Tecnico per i talenti del Sannio

 

Sei i campi, tre scoperti e altrettanti coperti, nell'impianto sito in via Gaetano Salvemini a Benevento. L'emozione del presidente Sergio Ferrara: "Determinante il dialogo con le istituzioni".

Da tanto, troppo tempo il tennis italiano cerca un campione. Quante volte abbiamo sentito, negli ultimi anni: eccolo, è arrivato l'erede di Adriano Panatta. Parole puntualmente portate via dal vento. Solo bolle di sapone. Apparizioni fugaci. Qualche buon giocatore sì, ma niente di più. Qualche grande emozione regalata in Coppa Davis, come la finale del '98, persa a Milano con la Svezia. Poco a che vedere, comunque, con gli anni mitici di Nicola Pietrangeli o dei quattro moschettieri Panatta, Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli che trionfarono in Cile nel 1976, regalando all'Italia l'Insalatiera, trofeo celebrativo della Coppa Davis. Per tanti anni si è cercato di capire perché il nostro Paese non riuscisse a sfornare giocatori professionisti in grado entrare nei Top Ten. Dopo anni di grigiore, qualcosa sta lentamente migliorando. L'Italia può contare su un gruppo di discreti atleti, vedi Volandri e Seppi. In campo femminile, Francesca Schiavone è vicinissima all'ingresso tra le prime dieci. Anche per il Sannio sta arrivando qualche soddisfazione. Parliamo, ovviamente, di Potito Starace. Irpino di Cervinara, ma nato a Benevento, dove ha mosso i primi passi da tennista. Starace è cresciuto a dismisura col tempo, fino a sfondare nel circuito Atp. Memorabile la sua partecipazione al Roland Garros del 2004. Superate le qualificazioni, sconfisse Grosjean, numero uno di Francia e idolo di casa e affrontò al terzo turno Marat Safin, in un match al cardiopalma sul campo centrale parigino. Potito fallì due match point, prima di arrendersi al campione russo. Una bella favola, quella del ragazzo campano che ha anche avuto l'onore di giocare più volte in Coppa Davis. Ora, dopo un periodo difficile soprattutto per problemi fisici, sta tornando ai suoi livelli e si mantiene tra i primi 100 al mondo. Tutto il movimento tennistico ha bisogno di questo. Ha bisogno di nuova linfa, di talenti, di ragazzi che possano crescere con l'obiettivo di sfondare. Soprattutto, ci vogliono gli impianti adatti per consentire il passo in avanti decisivo.

Gli impianti innanzitutto

Per tale ragione, assume un significato importante l'inaugurazione del Centro Tecnico Federale "Vincenzo Collarile", in via Salvemini, avvenuta lo scorso 22 aprile. C'è una fotografia di questa giornata che meglio di tutte racchiude il senso di quanto detto. Una lunga scia di bambini, con le racchette in mano, ha accolto le autorità intervenute. E' lecito sperare che siano loro i campioncini del futuro. Non possiamo dirlo con certezza, ovviamente. Si può affermare, però, che porre le basi affinché ciò possa accadere è un bel punto di partenza. La gestione dell'impianto, di proprietà del Comune, è affidata alla società Tennis Club Sannio, nata nel 1992, che svolge da allora un'intensa attività. Da tre anni ospita il torneo internazionale femminile "Città di Benevento" che ha suscitato sempre molto interesse. Sono circa 200 i bambini che affollano il circolo durante la stagione agonistica. Le squadre maschili e femminili, dagli under 12 agli under 18, si fanno apprezzare nei tornei a carattere provinciale e regionale. Molti di loro sognano di diventare il Panatta del futuro. E il Centro Tecnico rappresenterà una ghiotta opportunità, in questa ottica. Ai tre campi scoperti e a quello coperto già esistenti, infatti, si sono aggiunte due tendo-strutture in legno lamellare, per la copertura di due ulteriori campi da gioco. Un obiettivo raggiunto grazie, "ad un dialogo con le istituzioni che rende il nostro un Centro di eccellenza", ha spiegato, visibilmente emozionato, durante la cerimonia di inaugurazione, il presidente del Tc Sannio Sergio Ferrara. Atmosfera di festa e tanta gente sotto le nuove tendostrutture, tra decine di bandiere del Coni a fare da sfondo. Ma anche atleti di altre discipline sportive: pallavolo, basket, arti marziali. "Perché lo sport è uno solo, siamo tutti fratelli". Parole di Mario Collarile, presidente provinciale del Coni, che ha sempre caldeggiato lo

 

Foto Inaugurazione

 

 

sviluppo di questa struttura. "Con la nascita del Centro Tecnico Federale si avvera un sogno - ha proseguito - che iniziò trent'anni fa, quando a mio padre cominciò a balenare in testa questa idea. Questo impianto rappresenta, dunque, la realizzazione di quel sogno ed è un premio per tutti i ragazzi, per le loro famiglie e per i dirigenti che credono in questo sport".

Il sindaco ricorda

Gli ha fatto eco il sindaco Sandro D'Alessandro. A lui è toccato scoprire la targa all'entrata del circolo, prima del taglio del nastro, eseguito al fianco dell'assessore comunale allo sport Lucia Catalano. "Vincenzo Collarile - ha detto il sindaco - era un uomo che amava lo sport. Persona nobile, come quelle di una volta: è una forte emozione inaugurare un Centro che porta il suo nome. Emozione ancora maggiore, perché frutto di grosso impegno, anche da parte della nostra amministrazione. Questo dimostra che Benevento, oltre ad essere città di storia e di cultura, è anche una città sportiva". La benedizione di don Pasquale Mainolfi, l'inno di Mameli cantato da tutti i presenti hanno rappresentato altri due momenti da ricordare. Così come hanno fatto piacere le parole di Michele Raccuglia, presidente regionale della Federtennis. "La Campania - ha affermato - ha bisogno di campioni, ma soprattutto di strutture come questa, che nella nostra regione sono molto rare". Ora la palla - pardon la pallina -passa ai giovani. Spetta a loro far tornare questo sport ai fasti di un tempo.

Roberto Russo