Home Page
E-Mail
Storia Benevento
Link & Contatti
Ricerca Web
Photo Benevento

La straordinaria esperienza di chi ha portato la torcia olimpica nella nostra città, raccontata per i lettori de <<Il Sannio>>

Le emozioni dei nostri tedofori

Tremigliozzi, Boscarelli, Mascolini, Melillo e Campagnano in coro: <<Una giornata indimenticabile!>>

 

Che voglia di Olimpiadi!

E' passata oltre una giornata da quando ho avuto l'onore di portare la fiaccola olimpica nella mia città, ma le straordinarie sensazioni che ho provato in quella serata non si sono affatto assopite. Per me è difficile, per non dire impossibile, spiegare cosa ho provato in quei momenti. Una cosa è certa: si tratta di sensazioni che non sono paragonabili a quelle che si provano in una competizione sportiva. Nel caso della fiaccola non devi esaltare la tua condizione fisica o lo sforzo che uno compie per raggiungere un risultato, ma sei protagonista di un messaggio speciale, quello dei veri valori dello sport, cosa che mi risulta difficile spiegare in questo momento. Alla vigilia di questa esperienza non pensavo che potessi emozionarmi in questo modo. Invece, nel momento in cui ho preso la torcia dal tedoforo che mi ha preceduto, mi sono sentito quasi onnipotente. E con questa gioia dentro ho percorso i 300 metri che mi separavano dalla piazza quasi volando. Quando sono arrivato sul palco mi è sembrato che era passato solo un secondo da quando avevo raccolto la fiaccola. E durante il tragitto avevo la pelle d'oca, mi sentivo strano, eccitato. Ma la gioia più grande è stata quando sono salito sul palco e ho visto quella grande folla ad applaudire: era davvero bello vedere la gente della mia città che mi applaudiva. Un altro momento che non dimenticherò mai è stato quello dell'abbraccio col sindaco D'Alessandro. Ho avuto la sensazione netta che la sua emozione fosse anche superiore alla mia, ci siamo trovati uniti a condividere un momento così straordinario. Ed in quell'abbraccio ho sentito forte il senso di appartenenza ad una comunità, che accomunava me e il sindaco. Così come non potrò mai dimenticare quando, al termine della cerimonia, in piazza c'erano tanti bambini e ragazzi che si sono stretti intorno a me e si sono lasciati fotografare o filmare insieme a me. E' stato bella vedere l'affetto della gente della mia città, in quei momenti ho rivissuto il periodo di quando vinsi il titolo italiano e sentii l'affetto di tantissima gente. E non vi nascondo che in quei momenti, ed anche adesso continuo a sentire forte dentro di me un desiderio: quello di provare a vincere in prima persona le Olimpiadi. E' come se dentro di me si fosse accesa una lampadina che mi ha fatto risvegliare quella voglia di arrivare in alto che si era un po' assopita. Quella fiaccola che ho avuto l'onore di portare nella mia città mi ha ridato l'entusiasmo di puntare a qualcosa di grande, di molto grande. E darò il massimo per cercare di coronare questo grande desiderio.

Marco Tremigliozzi

 

Un tuffo nel mio passato

Ciao a tutti i lettori. Volevo scrivere, se ci riesco, poche parole per ringraziare tutti coloro che l'altra sera mi hanno fatto fare un salto indietro nel tempo di oltre 30 anni. Chi mi è vicino sa che non ho dormito per diverse notti e che ho sognato che dopo i primi metri venivo sgambettato e volavo a gambe all'aria .... allo stesso modo di quando, giovane ginnasta, non riuscivo a chiudere occhio prima di ogni gara. Ancora non riesco a descrivere la mia felicità per aver avuto modo di vivere una delle più grandi emozioni della mia vita. Credo che mi ci vorrà ancora molto tempo per realizzare completamente quello che mi è successo. Quando l'altra sera mi sono ritrovato la torcia con la fiamma olimpica fra le mani mi è passato tutto, non ho sentito la pioggia, il dolore al piede, il peso della torcia ma solo una grandissima gioia e trovarmi vicino lungo il percorso tantissimi amici e persone care, che ringrazio con tanto affetto, ha amplificato questa sensazione. Devo anche dire che un'altra emozione fortissima e difficile da spiegare è stata quella di sapere che più avanti, penultimo tedoforo prima dell'arrivo a Piazza Risorgimento, c'era Pio Pedicini, emozionato almeno quanto lo ero io o forse di più ... Dovete anche sapere che la prima "dritta" per iscrivermi al sito www.fiammaolimpica.it l'ho avuta proprio dal fratello di Pio e cioè da Massimo Pedicini (e qua ci sta bene un altro grazie di cuore), poi è stata la buona sorte, e pare la motivazione inserita nella prima richiesta, a fare in modo che circa un mese fa ho avuto la conferma che ero stato inserito nell'elenco dei tedofori di Torino 2006. Non mi rimane che dire che nel rivedere le immagini, mi ha fatto molto piacere sentire il mio nome affiancato a quello dell'Accademia Volley, per l'affetto e la stima che nutro per tutti i suoi componenti ... dal fondatore storico al più piccolo degli atleti del centro di avviamento allo sport. Chiudo augurando a tutti un buon anno soprattutto in pace, quella pace che l'altra sera era simboleggiata dalla fiamma olimpica che ha toccato la nostra bellissima Benevento e che ho avuto l'onore di portare, anche se per poche centinaia di metri, verso la destinazione finale: Le Olimpiadi di Torino 2006. Grazie.

Renato Melillo

 

I 20 tedofori di Benevento posano insieme prima di vivere la loro straordinaria e incredibile emozione di staffettisti della Fiaccola Olimpica.

Una luce da reincontrare

Anema e core ... Una fiamma che brucia.. e continua a bruciare nonostante la minacciosa insistenza della pioggia. Sembra impossibile ed invece è solo la magia dell'altra sera. La magia di aver partecipato, anche solo con un <<piccolo>> gesto alla realizzazione di un sogno che cammina nel tempo, nello spazio, nei cuori, tra le mani... Un rito che regala emozioni fanciullesche, sognatrici.. piene di speranza di realizzazione personale per chi da atleta ha regalato allo sport un pezzo d'anima, ma piene di speranza collettiva per chi, come uomo, vede nel calore di quella fiamma il colore delle persone di tutto il mondo che alle Olimpiadi si incontrano e si fondono nel piacere di condividere sensazioni, emozioni, forti e belle. Cercando di abbattere quelle barriere culturali e razziali che accompagnano le vicende di tutti i momenti della vita del mondo. Un pomeriggio, quello del 2 gennaio, che mi ha regalato colori... e la speranza di reincontrare quella luce!

Francesca Boscarelli

 

Un'emozione lunga 6 mesi

Considerando che la notizia della mia partecipazione in qualità di tedofora l'ho avuta circa 6 mesi fa dalla FIGC del comitato regionale Settore Giovanile e Scolastico, l'emozione ho avuto modo di stemperarla durante tutto questo tempo. Nei giorni subito precedenti, però, il pensiero spesso cadeva su questo avvenimento ed è inutile dirlo, l'ultima notte è stato quasi insonne. L'approccio due ore prima con lo staff del Toroc e con gli altri 19 colleghi di avventura mi ha procurato poi ulteriori sensazioni di gioia e socializzazione. Nonostante questo il cuore mi è salito letteralmente il gola allorquando, scesa dal pulmino che ci accompagnava lungo il percorso, il fuoco... mi ha letteralmente pervasa. Il bagno di folla è stato indescrivibile, sentivo gli incitamenti di gioia da parte di bambini, donne e adulti. La vista mi portava ad osservare scene di autentica festa. L'emozione è stata indescrivibile considerando anche la grande gratificazione che ho avuto quale rappresentante dell'iniziativa <<Fuoriclasse Cup>> che mi ha permesso tutto ciò, orgogliosa tra l'altro di rappresentare idealmente anche i disabili essendo la delegata provinciale del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) e la famiglia degli arbitri di calcio di cui faccio parte. Ringrazio, pertanto, pubblicamente il presidente regionale FIGC Salvatore Amatrudo ed il suo primo collaboratore Sebastiano Bauso, la giunta provinciale Coni con in testa Mario Collarile ed il mondo dello sport in generale di cui sento fiera e orgogliosa di appartenere.

Monica Mascolini

 

Marco Tremigliozzi - ultimo tedoforo

Marco Tremigliozzi accende il braciere olimpico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mercoledì 4 gennaio 2006, il Sannio Quotidiano